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The Complex. Le scelte e le conseguenze.

Author: Anders Ge.

Un gioco in Full Motion Video intrigante e ben strutturato, che ci costringerà a decisioni anche difficili. Le limitazioni tipiche del genere ci sono tutte, ma la prova è comunque superata.

The Complex (evidenza)


La dottoressa Amy Tenant, figura di spicco nel campo delle nano-tecnologie, è famosa per essere riuscita a curare la popolazione vittima di un attacco chimico avvenuto nello stato totalitario del Kindar. Cinque anni dopo questi terribili fatti, la dottoressa Tenant è a capo di un progetto segreto della Kensington Corp. che prevede l’utilizzo di nanomacchine per scopi medici. Mentre sta per incontrare un gruppo di finanziatori, nella metropolitana di Londra, una donna comincia a vomitare sangue. L’incidente ha tutta l’aria di essere un attacco terroristico con agenti biologici le cui caratteristiche sembrano portare proprio alle ricerche della dottoressa Tenant. Rimasta chiusa in un laboratorio sotterraneo della Kensington Corp., dovrà capire cosa lega la fondatrice società, Nathalie Kensington, con l’attacco terroristico ed il regime totalitario del Kindar.

The Complex

The Complex, è un thriller fantascientifico interattivo in FMV (Full Motion Video) — tecnica che impiega dei file video pre-registrati per mostrare l’azione — basato su scelte multiple di Wales Interactive, già responsabile di una serie di altri giochi realizzati con la stessa tecnica come il thriller Late Shift (2017), il noir soprannaturale The Shapeshifting Detective (2018) e l’horror psicologico The Bunker (2016), tutti reperibili via Steam.

The Complex

Il gameplay di The Complex è semplice. Non prevede l’interazione con oggetti da utilizzare o combinare tra di loro, non ci sono enigmi ambientali di sorta e neanche momenti d’azione giocati direttamente o tramite QTE (Quick Time Event), azioni da eseguire mediante la pressione di tasti predefiniti e indicati a schermo, nella giusta sequenza e nel tempo prestabilito. La difficolta” di The Complex sta tutta nel prendere le decisioni che riteniamo più corrette in quel momento e nel più breve tempo possibile, cioè nei 4 secondi che avremo a disposizione per ogni scelta e che possono fare la differenza tra la vita e la morte e già in prima battuta ci verrà dato un esempio di cosa dovremo affrontare nel proseguo della storia, di quali saranno le decisioni che saremo chiamati a prendere. Le decisioni da prendere non saranno poche, cosa che garantisce un certo grado di attenzione verso la storia e controbilancia, almeno parzialmente, tutte le — non poche — fasi di gioco in cui saremo chiamati ad essere dei semplici spettatori della storia. In base a come ci comporteremo e alle decisioni che prenderemo, andremo ad influenzare i rapporti con gli altri personaggi del gioco, sia in positivo che in negativo, condizionando direttamente lo svolgimento della storia e del finale a cui andremo incontro. Allo stesso modo, saranno condizionati anche i cinque parametri relativi alla personalità del nostro personaggio — coscienziosità, apertura mentale, empatia, neuroticismo ed estroversione — ai quali verrà assegnato un punteggio, al termine di ogni sezione di gioco, che poi determineranno quello che sarà il risultato finale. Questo, unito ai vari colpi di scena presenti e ad una buona quantità di scelte da fare che si susseguono ad un ritmo abbastanza sostenuto, riesce a rendere la storia più interessante e a garantire un buon grado di rigiocabilità, dato dalla possibilità di esplorare varie strade per giungere ad uno degli otto finali diversi, con differenti risultati di punteggio più o meno soddisfacenti.
Purtroppo, non mancherà la sensazione che alcune situazioni si evolveranno in un dato modo, o tramite un certo personaggio, indipendentemente da quello che decideremo di fare, secondo uno script ben preciso, stabilito a priori da chi ha curato la sceneggiatura. C’è da dire che la cosa non capiterà spessissimo e non disturberà più di tanto l’esperienza finale di gioco, ma comunque accadrà sempre più volte di quanto avremmo voluto. Del resto, questo è uno dei problemi storici” insito in questo tipo di giochi, anche se decisamente migliorato rispetto agli inizi.

The Complex

A livello tecnico si tratta di una produzione di ottimo livello nel genere, con una sceneggiatura scritta da Lynn Renee Maxcy, già tra gli sceneggiatori della pluripremiata serie televisiva (vista anche in Italia) The Handmaid’s Tale e interpretato da attori presenti in varie serie televisive e film come Michelle Mylett (Bad Blood, Letterkenny), Al Weaver (Grantchester) e Kate Dickie (Game of Thrones, Star Wars: The Last Jedi, Prometheus), che offrono prestazioni più che soddisfacenti, così come anche il resto del cast.>br> Qualche rara caduta di tono non compromette comunque la qualità generale della recitazione e della scrittura.
Non si può dire lo stesso, invece, per la localizzazione in italiano che consta dei soli sottotitoli per i dialoghi, troppo spesso con errori grammaticali e di genere (ad esempio verbi al plurale invece che al singolare e riferimenti al maschile per soggetti femminili). Niente che possa realmente pregiudicare la qualità generale dell’esperienza di gioco, ma che a volte ne compromettono il ritmo, creando momenti di perplessità e incomprensione, in particolare in merito al personaggio di cui si sta parlando che, proprio per questo motivo, non sempre risulta chiaro.

The Complex

The Complex è una prova intrigante. Come un film, il gioco si sviluppa per la maggior parte senza incertezze, anche se non sempre riesce a tenere il passo, mostrando il fianco dal punto di vista del puro gameplay, cosa che del resto accomuna tutti i giochi che si basano sul Full Motion Video, fin dai primi titoli commercializzati nei primi anni Ottanta.
Un punto critico del gioco risiede nella credibilità di alcuni personaggi, che danno adito a qualche dubbio per stereotipi e realismo, come ad esempio la stessa protagonista, Amy Tenant, troppo giovane per essere un medico specializzato con varie esperienze in zone di guerra di tutto il mondo. E lo stesso dicasi anche per Parker Caplani il quale, pur essendo un architetto nonché genio della Security Lab Alpha, pare non essere più in la dei trent’anni.
È un peccato, perché per il resto il gioco riesce a regalare momenti interessanti, pur con tutti i limiti del caso. Nel complesso, comunque, si tratta di un’esperienza positiva.
Nonostante tutte le sue buone intenzioni, The Complex non fa certo gridare al miracolo e non diventerà la pietra d’angolo del genere, ma per il tempo che dura — non molto, va detto, circa 80 minuti, ma con otto finali differenti la rigiocabilità è assicurata — regala buoni momenti ad un prezzo contenuto.

Imperfetto ma promosso

The Complex (Official Trailer)


The Complex

The Complex è disponibile per PC e Mac su Steam a 12,99 € (al momento della recensione e salvo eventuali offerte e variazioni future) e sugli shop digitali di Playstation 4, Xbox One e Nintendo Switch. Il gioco è completamente in inglese con sottotitoli in italiano.

In breve

Pro

  • Buona rigiocabilità con otto finali differenti
  • Le relazioni tra i personaggi contano
  • Decidere velocemente può essere difficile
  • Alcuni momenti molto interessanti
  • È un film interattivo

Contro

  • Breve
  • Qualche incertezza tra le scene
  • Sottotitoli con qualche problema
  • Ritmo non sostenuto
  • È un film interattivo

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